TESTI FONDAMENTALI SULLO SCIAMANISMO

a cura di Lorenza Menegoni



Opere generali


Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Edizioni Mediterranee 1974; ed. originale 1951

Nel campo degli studi sullo sciamanismo, questo lavoro di Mircea Eliade ha rappresentato la prima opera comprensiva sull'argomento. In questo testo, il grande studioso delle religioni comparate ha raccolto e confrontato gran parte del materiale etnografico disponibile nella prima metà del Novecento. Pubblicato originariamente in francese nel 1951, poi riveduto e ampliato per l'edizione inglese del 1964, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi rimane tuttora il fondamento degli studi teorici sullo sciamanismo. Uno dei suoi meriti maggiori consiste nell'aver portato ad una interpretazione più oggettiva e ad una rivalutazione di questo fenomeno, definendone in modo chiaro ed univoco le caratteristiche distintive. Secondo l'interpretazione di Eliade, lo sciamano è colui che compie dei viaggi in altri mondi in uno stato alterato di coscienza ("estasi"). Il viaggio è la tecnica sciamanica fondamentale per entrare in contatto con il mondo degli spiriti e ottenere, con questa comunicazione, conoscenze e poteri terapeutici. La definizione data da Eliade di "tecnica dell'estasi" mette in luce il carattere intenzionale, consapevole e disciplinato del viaggio sciamanico.

I vari capitoli descrivono la cosmologia dello sciamano, le forme dell'iniziazione, l'acquisizione dei poteri magici e le varie sfere del lavoro sciamanico (guarigione, divinazione, accompagnamento delle anime nell'aldilà, ecc.). Questi elementi sono analizzati sia nei loro aspetti più generali e astratti, sia nelle loro manifestazioni concrete prendendo in esame tutte le società, antiche e contemporanee, in cui queste pratiche sono state documentate. Per la sua complessità, il livello di elaborazione teorica e la ricchezza dei dati etnografici, l'opera di Eliade è un testo indispensabile per chiunque voglia condurre delle ricerche approfondite sull'argomento.


Joan Halifax, Lo sciamano. Il maestro dell'estasi, Red Edizioni, Como 1990; ed. originale 1982


Il tema centrale attorno al quale si sviluppa il libro di Joan Halifax è l'esperienza dell'iniziazione sciamanica. Questa si può descrivere come un processo, spesso drammatico, di smembramento e dissolvimento del vecchio sé. E' il passo indispensabile per poter rinascere come soggetto nuovo, rinnovato e rigenerato attraverso il contatto intimo e l'unione con la realtà spirituale. Per Halifax, lo sciamano è il "guaritore ferito" - the wounded healer, come dice il titolo dell'originale inglese - colui che, portando ancora le ferite della propria malattia, può identificarsi con quella degli altri e, in questo modo, aiutarli a combatterla e superarla. E' colui che, attraverso l'esperienza di iniziazione, ha ottenuto l'accesso al mondo degli spiriti ed è divenuto partecipe del loro potere, che ora può canalizzare e far fluire nel mondo degli uomini.

Pur senza pretendere di esaurire l'argomento, il testo di Halifax offre un'analisi estremamente interessante del viaggio interiore dello sciamano, del suo stretto rapporto con il mondo degli spiriti e della sua funzione di intermediario e tramite tra i poteri invisibili e il mondo umano. Il testo è illustrato con numerose immagini che trasmettono con grande efficacia l'intensità e la profondità di tali esperienze. Molte rappresentano artefatti, oggetti di potere, maschere, costumi sciamanici e altre produzioni artistiche. L'autrice si sofferma molto sul valore simbolico dell'arte sciamanica, tuttavia sembra esserci anche un'altra ragione per questo. Come è stato scritto, l'arte sciamanica non rappresenta il potere: essa è il potere.




Piers Vitebsky, Gli sciamani,  Edizioni E.D.T., Torino, 1998; ed. originale 1995


Questo testo offre un panorama ampio e sufficientemente esaustivo dello sciamanismo, riuscendo a condensare un argomento così complesso in un volume accessibile e di facile consultazione. L'autore esamina il fenomeno dello sciamanismo sia nei suoi elementi costitutivi, sia nelle sue differenti manifestazioni presso i vari popoli. Gli aspetti considerati includono: la cosmologia sciamanica, la chiamata e le forme dell'iniziazione, il viaggio sciamanico e le sue modalità di induzione (mediante il suono del tamburo o gli allucinogeni), la funzione e il ruolo dello sciamano nella sua comunità, le specializzazioni del lavoro sciamanico (guarigione, divinazione, ecc.). Per ogni aspetto vengono messi in luce sia gli elementi comuni e unificanti, sia gli elementi specifici o unici a determinate culture. Per l'autore è importante collocare la figura dello sciamano entro un quadro ben definito, esaminandone le concezioni e le pratiche nei termini del più ampio contesto culturale. Nel complesso, si tratta di un libro estremamente valido e utile per la sua capacità di offrire una visione sintetica dello sciamanismo, riuscendo al tempo stesso a illustrarne gli aspetti chiave senza cadere in semplificazioni. Il testo è corredato da numerose illustrazioni a colori che trasmettono un senso più vivo e immediato delle differenti tradizioni dello sciamanismo.


Ricerche specialistiche


Davide Melzi, La via dello sciamanesimo boreale, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano 1996


Questo libro rappresenta uno studio approfondito delle ricche tradizioni sciamaniche dei popoli dell'Eurasia settentrionale e delle regioni subartiche (Eschimesi e Lapponi). Specialmente tra le popolazioni della Siberia, lo sciamanismo ha raggiunto le sue manifestazioni più compiute, quelle forme classiche per le quali si è spesso visto nella Siberia la terra di elezione, se non la culla di origine dello sciamanismo. Il testo di Melzi offre una visione d'insieme e un'interessante interpretazione degli aspetti salienti dello sciamanismo siberiano. La parte centrale del lavoro si focalizza sull'uso del tamburo come principale mezzo operativo che lo sciamano utilizza per ottenere la sua conoscenza iniziatica e i suoi poteri magici. L'autore descrive in modo dettagliato la fabbricazione del tamburo rituale e le tecniche d'uso di questo strumento, mettendo in evidenza le differenze e le analogie esistenti tra i vari popoli presso i quali lo sciamanismo è sopravvissuto fino ad oggi. Egli analizza il significato e la funzione del tamburo quale veicolo per accedere ai regni spirituali; è infatti considerato un essere vivo - cavallo o renna - che trasporta lo sciamano in altri mondi. Il tamburo è inoltre una mappa dell'itinerario dello sciamano, un sistema di simboli che rappresenta il mondo e riassume in sé l'intero cosmo. Le pagine dedicate al simbolismo del tamburo sono particolarmente illuminanti e contengono un'ampia documentazione.


Carlotta Capacchi, L'Aldilà degli sciamani, Palatina Editrice, Parma 1996


Carlotta Capacchi, con L'Aldilà degli sciamani, affronta il tema del rapporto tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti nello sciamanismo eurasiatico. I primi capitoli trattano argomenti generali: le caratteristiche dello sciamanismo e la sua diffusione geografica, il problema della morte e il suo significato, la concezione dell'anima e la sua complessità, la localizzazione e le caratteristiche dell'aldilà, le concezioni cosmologiche, il ruolo dello sciamano nella vita sociale e spirituale della sua comunità. I capitoli conclusivi affrontano in modo più dettagliato il problema dei defunti e delle loro diverse possibilità di intervento nell'universo dei vivi, il culto dei morti e il suo sviluppo in venerazione degli antenati, la varietà e gli scopi dei riti funebri. Si tratta di un testo di notevole livello, in cui le varie problematiche vengono esaminate con grande precisione analitica e rigore metodologico e con grande ricchezza di riferimenti etnografici e linguistici. Particolarmente interessanti sono la discussione delle concezioni dell'anima (il cosiddetto "dual-pluralismo" dell'anima) e le considerazioni che tentano di ricostruire, anche storicamente, l'articolazione tra le due maggiori rappresentazioni del cosmo (verticale e orizzontale).

Nota: Trattandosi di un testo accademico, il libro di Capacchi è difficile da trovare nelle librerie. Si consiglia pertanto di contattare direttamente l'editore: Palatina Editrice, Borgo G. Tommasini 9/a, 43100 Parma, tel. 0521 231 1028.


Biografie


Nadia Stepanova, L'invocatrice degli dei, Xenia Edizioni, Milano 1998

In questa autobiografia, scritta per mano di Sicilia d'Arista, la grande sciamana della Buriatia (Siberia), Nadia Stepanova, narra la storia della sua vita di sciamana. Racconta come il dono sciamanico le sia stato trasmesso già nella prima infanzia dal nonno, ricorda le sofferenze e le emozioni che hanno accompagnato la graduale presa di coscienza della sua vocazione, ripercorre le tappe della sua formazione, i successi e i riconoscimenti da lei ottenuti, ma anche le prove che ha dovuto affrontare nel suo cammino. Attraverso il racconto delle vicende personali di Stepanova, emerge un quadro articolato e complesso dello sciamanismo Buriata. Si evidenziano il sistema di credenze e i principi che indirizzano la pratica sciamanica e gli obblighi che questa comporta. Si delinea una cosmologia complessa, che presenta molti elementi comuni allo sciamanismo siberiano, ma anche le proprie particolarità. Attraverso la narrazione di situazioni ed eventi concreti, vengono messe in luce e spiegate le tecniche di divinazione, le concezioni della malattia e le forme della guarigione sciamanica. Oltre al valore biografico, il libro di Stepanova rappresenta anche una testimonianza della rinascita dello sciamanismo in Siberia. A questo processo Stepanova ha contribuito in prima persona impegnandosi per ripristinare gli antichi rituali, che erano stati duramente repressi durante il regime sovietico. Nadia Stepanova è molto conosciuta in Italia, dove viene spesso per insegnare e compiere delle guarigioni. 


Testi dello sciamanismo contemporaneo


Michael Harner, La via dello sciamano, Edizioni Mediterranee, Roma 2005; ed. originale 1980


In questo testo ormai classico, Michael Harner, antropologo americano, espone gli elementi essenziali di una pratica sciamanica fondata sui principi e metodi dello sciamanismo tradizionale, ma accessibile alla moderna cultura - una metodologia che Harner ha successivamente definito core shamanism (sciamanismo transculturale). Il valore del libro consiste prima di tutto nel suo essere una guida pratica allo sciamanismo: un manuale che insegna, passo per passo, come praticare i metodi sciamanici e come utilizzarli nella vita di tutti i giorni per mantenere o recuperare la salute e il benessere. Harner, basandosi sulla propria ricerca ed esperienza personale, mostra come lo sciamanismo non sia un metodo arcaico e superato di guarigione, ma una strategia a carattere transculturale che si avvale di potenzialità umane universali e che può quindi essere valida e rilevante anche per l'uomo contemporaneo.

Sebbene sia stato scritto più di vent'anni fa, La via dello sciamano continua ad essere una guida fondamentale per tutti coloro che vogliono avvicinarsi allo sciamanismo. I temi centrali si concentrano sull'esperienza del viaggio sciamanico, sull'incontro con il proprio spirito guardiano o "animale di potere", sull'uso di questi metodi nella vita quotidiana. I resoconti sui viaggi forniti dagli studenti di Harner trasmettono in maniera vivida il senso delle esperienze vissute attraverso il viaggio. La discussione teorica e i numerosi riferimenti etnografici permettono di cogliere la complessità di questo fenomeno culturale, capirne le radici storiche e apprezzare la diversità delle sue manifestazione presso i vari popoli.



Tom Cowan, Sciamanismo: una pratica spirituale per la vita quotidiana, Edizioni Crisalide, Latina 2000, ed. originale 1996

Questo testo si propone di introdurre gli occidentali allo sciamanismo, mostrando come questo rappresenti una pratica spirituale che anche al giorno d'oggi può arricchire la vita quotidiana, rendendola più significativa e profonda. Il libro è basato sull'esperienza personale dell'autore e questo gli permette di trasmettere, in un linguaggio semplice e chiaro, il senso di una tradizione antica e ricca di fascino, ma spesso considerata troppo lontana da noi.

Il lavoro di Cowan si colloca nell'ambito della pratica sciamanica contemporanea delineata dall'antropologo americano Michael Harner nel suo libro, La via dello sciamano (Mediterranee 1995). Il libro di Cowan completa e integra quello di Harner. Anch'esso si concentra  principalmente sull'esperienza del viaggio sciamanico, fornendo le indicazioni necessarie per compiere sia il viaggio nel "Mondo di Sotto" che nel "Mondo di Sopra", due livelli del cosmo spirituale dello sciamano. Include inoltre un esteso capitolo sul viaggio nel "Mondo di Mezzo", il mondo in cui viviamo - un tipo di viaggio che può essere utilizzato per entrare in contatto con gli spiriti della natura. Molti degli esercizi qui descritti derivano dal lavoro condotto da Cowan nel campo dello sciamanismo Celtico, una tradizione sciamanica in cui il rapporto con la natura è particolarmente ricco ed intenso. Altri capitoli si focalizzano sul lavoro con gli spiriti dei luoghi, con gli spiriti degli Elementi e delle Quattro Direzioni. Uno dei pregi maggiori del libro di Cowan è la capacità di dare delle indicazioni concrete su come utilizzare i metodi sciamanici per comunicare con le forze che animano la natura e il cosmo, vivere in armonia con l'ambiente e trovare un senso del sacro in tutto ciò che ci circonda.


Sandra Ingerman, Il recupero dell'anima. Tecniche sciamaniche per risanare il Sé frammentato, Edizioni Crisalide, Latina, 2001; ed. originale 1991


Il recupero dell'anima è l'antica tecnica sciamanica usata per curare la perdita dell'anima, principio vitale senza il quale la persona si ammala e, nei casi più gravi, muore. Come è dimostrato da tutta la letteratura sullo sciamanismo, il recupero dell'anima è uno dei compiti principali dello sciamano; un lavoro difficile e impegnativo, che spesso lo porta a compiere un viaggio avventuroso nel mondo degli spiriti per ritrovare l'essenza vitale perduta.

Sandra Ingerman, nel suo testo Il recupero dell'anima, riscopre e ripropone in chiave moderna questa antica tecnica, adattandola alla sensibilità e ai bisogni dell'uomo contemporaneo. Il lavoro di Ingerman si colloca nell'ambito della pratica sciamanica contemporanea sviluppata da Michael Harner, definita come core shamanism (sciamanismo transculturale). La sua riscoperta e adattamento moderno della tecnica del recupero dell'anima rappresentano uno dei contributi più importanti e originali nel campo dello sciamanismo contemporaneo.

Il testo presenta il recupero dell'anima come un metodo per "risanare il Sé frammentato", cioè per restituire vitalità e completezza alle persone che, a causa di traumi e difficoltà, hanno perso parti del proprio essere. L'autrice analizza le forme moderne di perdita dell'anima; una malattia spirituale non riconosciuta esplicitamente nella nostra cultura. Ne discute le cause e le manifestazioni, sempre cercando un collegamento tra la visione sciamanica e le nostre concezioni, profondamente influenzate dalla psicologia. Servendosi di numerose casistiche, Ingerman espone i risultati da lei ottenuti impiegando questa tecnica, combinata a volte con la psicoterapia tradizionale, per guarire i traumi e le ferite psichiche dell'uomo moderno. Secondo l'autrice, la psicoterapia non può funzionare, se parti del sé sono inaccessibili. La cura sciamanica riporta indietro i frammenti dell'anima che si sono persi nella "realtà non ordinaria"; una dimensione spirituale che non si restringe alla psiche, pur includendola. Il ritorno dei frammenti perduti restituisce integrità e completezza alla persona, rendendo così più efficace l'intervento di tipo psicologico. Un altro tema importante che l'autrice sviluppa riguarda il ruolo fondamentale della comunità - i parenti, gli amici - nel processo di guarigione.


Lavori correlati


Sandra Ingerman, Medicina per la Terra, Edizioni Crisalide, Latina, novembre 2004; ed. originale 2002


Nel suo libro più recente, Medicina per la Terra, Sandra Ingerman sviluppa ulteriormente le problematiche dell'evoluzione interiore della persona, che hanno rappresentato il filo conduttore della sua ricerca e del suo insegnamento. In questo testo, complesso e affascinante, il tema della crescita e della trasformazione personale si espande indirizzandosi verso l'obiettivo più radicale  della "trasmutazione", nel senso alchemico del termine. A questo scopo, Ingerman offre tutta una serie di strumenti e pratiche spirituali - come l'unione con il tutto e il rapporto con il divino, l'armonia con la natura e la trasfigurazione - per rigenerare noi stessi e, in questo processo, risanare il mondo fisico. Per l'autrice, i problemi ecologici riflettono la malattia e il disagio dell'uomo civilizzato, in quanto il benessere dell'individuo è indissolubilmente legato a quello dell'ambiente. Guarendo se stesso, l'uomo guarisce anche il proprio mondo.

Nonostante includano importanti elementi sciamanici, come l'esperienza di smembramento, le pratiche spirituali proposte in Medicina per la Terra vanno oltre lo sciamanismo, orientandosi maggiormente verso il misticismo. La classica esperienza mistica della trasfigurazione in luce ha un ruolo fondamentale in questo nuovo tipo di lavoro spirituale. Questa esperienza, comunque, non è fine a se stessa, ma è ricercata per uno scopo preciso, come invertire l'inquinamento dell'acqua o guarire delle persone malate. Nei suoi seminari di Medicina per la Terra, Ingerman conduce degli esperimenti mediante i quali i partecipanti, trasfigurati in luce, riescono a trasmutare e rendere bevibile dell'acqua che è stata intenzionalmente contaminata con sostanze tossiche (idrosside di ammonio). Altri seminari sviluppati da Ingerman sono più orientati verso la guarigione di malattie causate, direttamente o indirettamente, dall'inquinamento dell'ambiente. Questi esperimenti dimostrano la possibilità affascinante di trasmutare le tossine personali e ambientali mediante il lavoro spirituale. Sebbene siano ancora condotti su piccola scala, aprono nuove prospettive non solo nel campo della guarigione, ma anche in quello della conservazione e della difesa dell'ambiente.

Nota: per un aggiornamento sugli esperimenti di Ingerman, si possono consultare i siti web: www.shamanicvisions.com/ingerman.html e www.medicinaperlaterra.it


Testimonianze


Stefania Montagna, Viaggi sciamanici. Un'esperienza di guarigione, Edizioni Cerchio della Luna, Verona 2002

Questo piccolo libro di Stefania Montagna rappresenta una testimonianza viva e immediata di come si possano utilizzare i metodi sciamanici per trovare risposte alle proprie domande e per guarire sia spiritualmente che fisicamente. In Viaggi sciamanici, Montagna racconta come sia riuscita a guarire da una seria malattia e a raggiungere un nuovo equilibrio emotivo, lavorando con costanza e fiducia con i suoi spiriti alleati, animali e maestri, nella realtà non ordinaria. Nei vari capitoli, brevi ma avvincenti, l'autrice condivide con noi i suoi viaggi sciamanici e i suoi sogni di guarigione e mostra come questi l'abbiano indirizzata e aiutata a superare i momenti di difficoltà. Mostra inoltre come l'efficacia di questi metodi derivi dalla pratica costante e dalla capacità di renderli parte integrante della nostra vita quotidiana. Montagna si è addestrata nel core shamanism studiando con vari insegnanti della Foundation di Michael Harner.  Ha fondato il Centro Studi Sciamanici, che collabora con la Foundation per la diffusione dello sciamanismo in Italia.

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