Questo capitolo è estratto dal libro “Viaggi Sciamanici” di Stefania Montagna, ed. Cerchio della Luna, Verona – Copyright 2002

 

CAP. 18  LA CAMMINATA SUL FUOCO

di Stefania Montagna

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Un volantino in un busta con scritto stampe mi è arrivato a casa, era stato mandato dall’Accademia delle Scienze dell’Uomo, un’associazione culturale di Treviso.

Il volantino pubblicizzava una camminata sul fuoco guidata da Peggy Dylan sarebbe stata per il lunedì successivo.

Ho mostrato il volantino a Marco: nessun dubbio, avremo partecipato senz’altro alla camminata.

Abbiamo conosciuto Peggy al castello di Roncade, quella sera c’erano circa cento persone, tutte pronte a camminare sul fuoco.

Peggy, una donna di mezza età che trasmetteva un senso di forza e la leggerezza del suo umorismo. Peggy ha fatto sedere tutti a terra in un grande salone del castello ed ha iniziato a raccontare storie riguardanti la sua vita per spiegarci com’è venuta a contatto con la magia. Peggy ha detto che, nella nostra vita, ogni tanto ci viene dato un centimetro cubo di possibilità e, se abbiamo il coraggio di afferrarlo, la nostra vita si trasforma in un istante; ha aggiunto: - Se noi andiamo incontro alla Magia, la Magia dell’Universo verrà a noi! -

Peggy: - La camminata sul fuoco permette di avere molto chiaro l’obbiettivo da raggiungere, nel caso specifico: passare dall’altra parte superando la paura. La paura è una grande energia, non bisogna reprimerla, ma portarla a galla con il respiro, si devono respirare le proprie paure, non bloccare il respiro, le paure così si trasformano in azione che permette di trovare la soluzione per raggiungere l’obbiettivo, nonostante gli ostacoli e le possibili distrazioni. La mente serve per creare e visualizzare molto chiaramente l’obbiettivo da raggiungere, dobbiamo aver chiari i nostri obbiettivi, vederli ingranditi, a colori con noi stessi là; fare chiarezza su ciò che vogliamo, altrimenti i nostri desideri non saranno i nostri, ma quelli della mente di altri. I mezzi fondamentali per raggiungere l’obbiettivo sono la passione e l’ardore e l’essere innamorati. Per passare sui carboni ardenti servono: passione, amore, giocosità e fiducia. Non si sa perché l’uomo riesce a camminare sui carboni ardenti, è Magia, il fuoco dell’uomo deve eguagliare, come calore, il fuoco dei carboni. Nelle varie tradizioni, la camminata sul fuoco viene usata per la guarigione spirituale, mentale e fisica. Non tutti i membri della stessa tribù riescono a camminare sul fuoco, ma la loro camminata fa guarire anche gli altri, tutti però devono avere il loro focus su chi sta eseguendo la camminata.-

Peggy, prima della camminata sul fuoco ha fatto provare a più persone: “la rottura delle frecce con la gola”, in questa prova, veniva messa la punta della freccia sulla gola e la parte terminale contro un pezzo di legno spesso tre centimetri che veniva spinto verso la gola della persona che era sottoposta alla prova, alla fine la freccia si spezzava. La tecnica era legata al respiro: inspiro, espiro, inspiro, espiro; inspiro e rompo.

Una seconda prova è stata: “piegare la verga di ferro con la gola”; in questa prova, due persone di fronte a circa tre metri di distanza, avevano puntato sulla gola un’estremità della barra, iniziavano poi a respirare muovendo le braccia come per volare: inspirando braccia aperte in alto, espirando braccia distese lungo il corpo, dopo aver fatto qualche respirazione, ad un cenno del viso, inspirando entrambe avanzavano piegando la verga di ferro.

In entrambe le prove, tutte le persone che osservavano ripetevano la parola “puma” mantenendo il focus su chi eseguiva la prova.

Dopo le prove delle frecce e della barra con tutto il gruppo siamo andati a preparare il fuoco. Abbiamo trasportato numerosi ceppi di legna, facevamo più strati tra loro incrociati e con della carta di giornale nel mezzo. La catasta di legna era pronta per essere bruciata, un po’ d’alcool sulla carta, la fiammella di un accendino, ed ecco le fiamme animarsi alte verso il cielo notturno, uno spettacolo incantevole, il fuoco era vivo più che mai.

Si sono formate molte braci, Peggy e le sue aiutanti con rastrelli e pale hanno fatto un corridoio di braci lungo circa cinque metri e largo tre, ai lati la legna ancora bruciava.

Tutto era pronto, Peggy ci ha fatto prendere dalla sua borsa un pizzico ciascuno di una miscela di erbe secche che gli Indiani d’America offrono agli spiriti bruciandola nel fuoco ed esprimendo un desiderio.

Una serie di fotografi era pronta a scattare foto alle persone che passavano, ho aspettato che gli scatti fotografici fossero terminati e mi sono preparata a passare, mettendomi davanti alla passerella.

Il pizzico d’erba, l’ ho gettato sulle braci esprimendo intensamente il desiderio di “guarire con questo fuoco”.

Il cuore mi batteva forte, ma s’è calmato non appena ho iniziato a seguire il respiro, è seguita una grande calma e sicurezza: ho inspirato, espirato, inspirato, espirato, inspirato e sono passata camminando tranquillamente, il calore delle braci ardenti era piacevole, tutti gli altri gridavano: - Puma! puma! puma! ecc.-

Ho ripetuto la camminata una seconda volta dopo che i volontari del gruppo erano passati e le braci erano state rinnovate.

Peggy ha poi proposto: - Ora potete ballare sulle braci -, non mi pareva vero, la proposta mi ha attirata fortemente e così, ho ballato sulle braci, la notte ed il fuoco danzavano con me, sono passata due volte danzando.

Peggy ha fatto un’ultima proposta: - Passate sulle braci dicendo forte una parola per voi significativa.-

Eccomi all’ultimo passaggio, ho gridato al centro della passerella la parola “gioia”.

Alla fine delle camminate ci siamo presi per mano formando un grande cerchio restando in silenzio assaporando l’esperienza, i piedi nudi sulla terra fredda stavano divinamente; ho ringraziato il fuoco per la guarigione che mi aveva donato.

Nessuna vescica, sentivo solo un calore profondo, i miei piedi erano felici, dicevano: - Grazie, avevamo bisogno proprio di questo!.

Il calore, dai piedi si è diffuso in tutto il corpo facendogli acquistare una nuova vitalità. Dopo la camminata, ho sentito i miei occhi brillare, ho sentito il loro splendore e lucentezza, il viso distendersi, rilassarsi e la pelle diventare morbida e vellutata.

La sensazione di calore ai piedi è durata piacevolmente per un paio di giorni.